Adda venì…Mandela

Film del 2009 (in Italia distribuito nel 2010) diretto da Clint Eastwood con protagonisti Morgan Freeman e Matt Damon.

Il film parla della situazione del Sud Africa nel 1995, all’indomani del mondiale di rugby che la nazione si appresta ad ospitare. Morgan Freeman (candidato all’Oscar come miglior attore protagonista per questo film) veste i panni  di Nelson Mandela, appena eletto democraticamente Presidente del Sud Africa. Il suo personaggio viene delineato fin da subito come un uomo del popolo nonostante la carica importante che si trova a rivestire.

Ad inizio film viene messa subito in evidenza la sua umanità attraverso il rapporto con le sue guardie del corpo: amicizia e collaborazione più che lavoro. Un gruppo di guardie del corpo rigorosamente diviso a metà tra bianchi e neri.

“Perché nella nuova Sud Africa bisogna dare l’esempio”. 

Sullo sfondo delle decisioni politiche di Mandela ci sono anche i limiti dell’essere umano, segnato dagli anni del carcere e soprattutto dal rapporto non idilliaco con la sua famiglia.

L’altro protagonista del film è Matt Damon nel ruolo di François Pienaar, capitano degli “Spingboks”, la nazionale di rugby sudafricana. Negli anni questa squadra è diventata il simbolo della spaccatura tra neri e afrikaner, gli abitanti sudafricana di pelle bianca. Infatti, durante il periodo dell’Apartheid la legge imponeva che tutte le squadre sudafricane non potessero avere tra le proprie fila giocatori di colore.

Mandela non era appassionato di rugby ma, presenziando ad una partita di preparazione all’ormai prossimo mondiale casalingo, nota come quella squadra di rugby sia ancora motivo di grande divisione tra bianchi e neri.

Tutti i bianchi tifano per il Sud Africa. Tutti i neri tifano per l’Inghilterra. Questo deve cambiare”.

Capisce quindi che l’occasione del mondiale può essere importante per accrescere lo spirito di unità del paese, aumentando in tutti, neri e bianchi indistintamente, un sentimento di orgoglio e di appartenenza. E così che inizia ad avere contatti con Pienaar tentando di fargli capire l’importanza che può rivestire questo avvenimento per tutta la nazione.

La parte finale del film la scoprirete solo vedendolo, non voglio anticipare nulla.

Però voglio fare una considerazione su come un uomo, spinto da sani valori, possa dare tanto ad un popolo ed una nazione dove vivono tante divisioni. La salvezza del Sud Africa si è avuta con Nelson Mandela.

Bisogna rendersi conto delle situazioni come nel film dimostra di fare Mandela. Una situazione opposta all’Italia dove la politica e lo sport simbolo del paese, il calcio, invece che unire ed essere motivo di orgoglio dei cittadini, tende sempre di più a dividere. Bisogna, però, che ci siano uomini capaci di avvertire i segnali di un paese che tende sempre di più a sgretolarsi tra teorie leghiste e borboniche dove spesso il calcio fa da amplificatore.

In Italia ci vorrebbe un Mandela. Oggi non è più il momento di aspettare Baffone…oggi adda venì Mandela.

Dalla notte che mi avvolge,
nera come la fossa dell’Inferno,
rendo grazie a qualunque Dio ci sia
per la mia anima invincibile.
La morsa feroce degli eventi
non m’ha tratto smorfia o grido.
Sferzata a sangue dalla sorte
non s’è piegata la mia testa.
Di là da questo luogo d’ira e di lacrime
si staglia solo l’orrore della fine.
Ma in faccia agli anni che minacciano,
sono e sarò sempre imperturbato.
Non importa quanto angusta sia la porta,
quanto impietosa la sentenza,
sono il padrone del mio destino,
il capitano della mia anima.

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