L’assurdità di rispondere al razzismo con il razzismo

Nei social network molti hanno voluto commentare l’osceno servizio, chiaramente razzista, mandato in onda dal TGR Piemonte.

In alcune discussioni il problema è stato centrato nella sua interezza: una tv pubblica non può mandare un servizio del genere e chi ha sbagliato deve pagare. In altri casi ci si è voluti soffermare in quello che in questo momento sembra lo sport più diffuso di Napoli e provincia: la caccia allo juventino.

Già da questa mattina in facebook primeggiavano due foto come queste:

Personalmente ho trovato questi due messaggi di cattivo gusto, anche perché sono del tutto fuori luogo visto che la colpa maggiore in tutta questa situazione è del giornalista che ha confezionato un servizio giornalistico in modo indegno per la professione che svolge dando parola a persone altrettanto indegne al di là della fede calcistica.

Invece possiamo notare come in questi due messaggi i colpevoli da dare in pasto al popolo siano completamente altri: gli juventini.

Alcuni mi hanno bacchettato etichettando i due messaggi come semplici sfottò che i napoletani fanno contro gli Juventini di Napoli. Sinceramente questa spiegazione non è che mi abbia convinto molto considerando anche che qualche tempo fa mi sono imbattuto in questi altri messaggi scritti all’ingresso di un ufficio postale privato:

(Da sottolineare che allora non c’era neanche l’attenuante di un servizio razzista del TGR Piemonte)

Sono passati pochi minuti quando tutti i miei dubbi su quei due “semplici sfottò” sono stati fugati da questo striscione esposto dai tifosi napoletani ai Quartieri che ha come obiettivo ovviamente gli juventini:

Considerando che sono sempre più convinto che i social network, in particolare facebook, abbiano sostituito i muri dei cessi pubblici delle peggiori stazioni, non mi è stato difficile verificare che nei maggiori gruppi napoletani c’era una vera e propria caccia allo juventino. A farne le spese sono stati due club doc della Juventus in Campania: il Club Doc Ischia e il Club Doc Angri.

Gli iscritti a questi due club hanno dovuto vedere le proprie foto inserite su questi gruppi di tifosi napoletani dove, chi più e chi meno, si allenava per le olimpiadi dell’insulto libero. Ecco gli esempi (ovviamente i volti e i nomi sono stati oscurati):

Ora vedendo tutto ciò viene spontaneo fare una considerazione:

Visto che nessuno entra nel problema principale del razzismo in un telegiornale pubblico (anzi tra poco il fattaccio verrà anche dimenticato) e che tutti preferiscono abbandonarsi a guerre di religione tra juventini e antijuventini spesso cadendo allo stesso modo del giornalista in una forma di razzismo, mi chiedo:

siamo sicuri che il servizio del TGR Piemonte per molti tifosi del Napoli non sia stato solo un pretesto per le olimpiadi dell’insulto libero nei confronti degli juventini???

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10 thoughts on “L’assurdità di rispondere al razzismo con il razzismo

  1. Articolo molto interessante, c’è anche il nostro Juventus Club Ischia che ancora una volta è stato preso di mira da parte dei “civilissimi” e “per niente” razzisti napoletani…

  2. Un saluto a tutti. Vorrei commentare i cartelli visti poco sopra. Sono e devono essere tutti accettati i cartelli, quelli esposti da commercianti, anche se in un negozio di fiori non andrei a comprarli se puzzassero anzichè profumare. Ma la ritengo una piacevole battuta. Quello che ritengo non accettabile è il cartello posto sulle vetrine dell’ufficio postale. Il commerciante privato può fare e decidere ciò che vuole. Un ufficio statale come le Poste Italiane no!!!

    • Grazie per il commento. Quelli espressi con toni gentili sono tutti ben accetti.

      Solo due considerazioni: L’articolo poneva l’accento, soprattutto per quanto riguarda i due cartelli che citi del bar e del fiorario, sul fatto che prendono spunto dal servizio razzista del TGR Piemonte. Ora, vedendo quei messaggi del bar e della fioraia, si può notare come il tutto venga strumentalizzato non tanto per mettere in evidenza un fatto davvero grave come può essere nel 2012 un messaggio razzista su una rete televisiva pubblica, quanto per trovare un unico colpevole che sinceramente non c’entra niente o quantomeno non va strumentalizzato in questo modo: lo juventino.
      Generalizzare in questo modo è sempre sbagliato, ancor di più se si è commerciante e si ha un’attività in piazza, perché si lancia un messaggio che può essere recepito dal bambino, come dall’adulto, in modo sbagliato.
      Tra l’altro chi possiede un’ attività commerciale per legge non può decidere a chi vendere e a chi no la sua merce se vengono soddisfatte le condizioni di vendita (art.1336 del codice civile). L’unico motivo valido per il quale il venditore potrebbe rifiutare di vendere a un cliente specifico è l’impossibilità di pagare il prezzo o la richiesta di uno sconto sul prezzo. Se il venditore si rifiuta di vendere l’offerta si ritiene revocata, ma per TUTTI i clienti e non solo per uno di essi.
      Non si può vendere solo a chi è simpatico o a chi è napolista e rifiutarsi di vendere ad uno juventino.
      Si scadrebbe ugualmente nel razzismo che non farebbe notizia solo perché non andrebbe in onda su Rai 3 come è successo per il TGR Piemonte.

      Ultima cosa: l’ufficio postale è privato…ma vale lo stesso ragionamento fatto sopra. Si attuerebbe una limitazione ad una determinata cerchia di persone: una discriminazione. E le discriminazioni devono essere sempre stigmatizzate.

  3. tanto per precisare: i tifosi del Napoli calcio devono essere chiamati napolisti, non napoletani. Infatti vi sono napoletani che non tifano Napoli

    • @Stefano Mollo: il discorso è al di fuori del tema principale dell’articolo che ho postato (la scusa del razzismo per sfogare propri istinti) ma provo a risponderti ugualmente.

      Non sono totalmente d’accordo con te perché credo che il servizio sia stato portato su un binario razzista. Dire “i napoletani si riconoscono dalla puzza” comporta in primis creare una categoria (tutti i napoletani) ed in secondo luogo fare una discriminazione sociale (si riconoscono dalla puzza).

      Aggiungo per correttezza che secondo me il tutto non è stato voluto e la sommossa che si è alzata nei confronti di questo signore sta raggiungendo livelli esagerati. D’altronde gli italiani sono sempre coloro che si fanno forti con i deboli e deboli con i forti, basti pensare che la Lega continua a fare peggio del succitato giornalista.
      Sinceramente credo alla versione del giornalista e al fatto che si sia fatto prendere la mano per questo, per me, la cosa è finita li e nel mio piccolo ho accettato le scuse. Però ha sbagliato e quindi merita un richiamo quantomeno. Non sta a me decidere cos’altro.

      Sono d’accordo sul resto del tuo articolo. Anche io credo che sia stato sbagliato rispondere a quel servizio del TGR Piemonte, postando un altro video che contiene il messaggio subdolo “Se io puzzo, ti ricordo che il bidet l’ho inventato io e tu puzzavi di più” le reputo bambinate e scendere allo stesso livello di chi ha sbagliato.
      Mi sembra quasi una gara a chi dimostra di avercelo più lungo, una sorta di invidia del pene, dove invece di analizzare il problema – e chi si fa portavoce della Valorizzazione della Napoletanità e dell’orgoglio partenopeo dovrebbe farlo – si vuole sottolineare chi puzza di più. Così non va.

      D’altronde non dimentichiamo che l’autore del video di cui parli (con me sfondi una porta aperta) è quello che dal suo sito, dopo il servizio incriminato, scriveva:

      “segnalare la nostra indignazione alla stessa redazione del TGR Piemonte che deve ritenersi responsabile di cattiva informazione e diffusione di ideali antisemiti

      (link: https://ilmattosonio.wordpress.com/2012/10/22/forgione)

      Questo per farti capire a che livello siamo.

  4. sono d’accordo che la reazione di certi Napolisti (vanno definiti così i tifosi del Napoli) in servizio permanente effettivo siano in malafede. Soprattutto quello che rivendica l’invenzione del bidet. Il sullodato non perde occasione per sparate neo-borboniche.

  5. I napoletani non perdono occasione per mostrare al paese quanto sono ridicoli. Ormai la storia del bidet che avrebbero inventato loro ha rotto le scatole. Invece di pensare a discriminare i tifosi juventini (ognuno è libero di tifare la squadra che vuole) pensassero a ribellarsi al degrado in cui versa la loro città. Spazzatura ad ogni angolo della strada, camorristi che fanno il cavolo che gli pare, turisti stranieri che vengono accoltellati e derubati, persino gli stessi giocatori (e le loro fidanzate/mogli) della loro squadra.
    Io vivo in Emilia, un anno fa come saprete ci sono state due forti scosse di terremoto che hanno causato non pochi danni. Qui, al contrario di Napoli, la gente si è rimboccata le maniche e sta, piano piano ricostruendo tutto. A Napoli e in Irpinia stanno ancora aspettando che venga qualcuno a riparare i danni provocati dal terremoto del 1980. Purtroppo in quella città c’è tanta gente che non ama fare un emerito cazzo vivendo sulle spalle del contribuente italiano. E questa gente che non ama fare un cazzo poi rovina i napoletani onesti.

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